Ispiriamo il cambiamento. Amplifichiamo le voci. Riscriviamo le regole della creatività.
WE HATE PINK
Community
Femminista
We Hate Pink è la community femminista per chi lavora nella creatività, nella comunicazione, nel digitale e ha voglia di cambiare le regole del gioco.
Sappiamo cosa vuol dire muoversi in sistemi che parlano di empowerment ma ci chiedono di stare zitte.
Compilare la casella della “diversità” mentre ci impongono di omologarci.
Inseguire la libertà in spazi che non sono mai stati pensati per accoglierci.
È proprio per questo che non siamo qui per farci spazio.
Il nostro obiettivo è smantellare gli stereotipi, promuovere un ambiente di lavoro equo e dare spazio a tutte le identità, portando anche la prospettiva del sud Italia, troppo spesso marginalizzata.
Vogliamo crescere insieme, professionalmente e personalmente, creando un luogo di supporto reciproco e cambiamento.
Vuoi contribuire a ridefinire il futuro del settore creativo e dei media?
Eventi
I nostri eventi, online e in presenza, sono dedicati a donne e persone non binarie pronte a guidare il cambiamento.
Qui la community si connette, collabora e cresce, incontrando creativə, esperte di media, leader femministe e attiviste impegnate a rivoluzionare il settore.
Unisciti a noi per ispirare il cambiamento e ridefinire il futuro della creatività e dei media.
PROSSIMI EVENTI
PROSSIMI EVENTI
Quando il lavoro creativo ci insegna a confondere il nostro valore con la nostra produttività. Quando la “passione” diventa una parola educata per sfruttamento.
La nuova stagione di We Hate Pink parte da qui.
Dal rifiuto di continuare ad adattarci.
Dal bisogno di fermarci, di chiamare le cose con il loro nome e di rimetterle in discussione insieme.
Creatività, pubblicità e media amano definirsi progressivi. Ma sotto il linguaggio, continuano a basarsi su gerarchie, estrazione di valore, lavoro invisibile, violenza e disponibilità costante. Questi sistemi non restano fuori da noi: ci attraversano, diventano abitudini, aspettative, autocontrollo nel modo in cui lavoriamo.
Nel 2026 vogliamo creare spazi in cui il dissenso non sia una posa radicale, ma una pratica condivisa e quotidiana.
Minitalk. Conversazioni. Resistenza pratica.
Lavoro o dissenso? Questo è il dilemma
LE NOSTRE RELATORə VENGONO DA
CHI SIAMO
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FOUNDER
Il femminismo per te è stato una scoperta o una scelta?
È stato prima una scoperta, poi una scelta consapevole. Ho iniziato a chiamare “femminismo” cose che avevo sempre sentito anche nel mio corpo: l’ingiustizia, la sproporzione di dover vivere in un mondo che non è stato creato per te, il dover dimostrare di più. Nel mio settore ho visto quanto il talento femminile venga sfruttato e reso invisibile. A un certo punto ho capito che non bastava riconoscerlo, bisognava prendere posizione, anche quando è scomodo.
Cosa significa per te fare parte di una community femminista?
Significa non sentirsi sole nel nominare il disagio che vivo. We Hate Pink è uno spazio dove il femminismo non è branding ma pratica, ascolto, conflitto e politica. Un luogo dove il lavoro creativo può essere raccontato senza edulcorazioni.
Prima immagine, parola ed emozione che associ alla creatività
Immagine: mani che costruiscono
Parola: possibilità
Emozione: libertà (non quella romantica, quella concreta)Quella volta che ho capito di essere costretta in un cliché…
Quando ho capito che anche nei contesti che si definiscono progressisti o creativi, la libertà non è distribuita allo stesso modo. Come donna puoi essere brillante, radicale, ironica ma solo fino a un certo punto. Superata quella soglia diventi “difficile”, “troppo”, “scomoda”. Il cliché non era solo quello imposto dall’esterno, ma quello che resiste anche dove dovrebbe essere già stato superato. Riconoscerlo è stato il primo passo per non adattarmi più e anche la spinta a creare We Hate Pink.
Qual è la tua “arma” per combattere il sistema?
La chiarezza. Nominare le cose, creare spazi collettivi e non smettere di fare domande scomode.
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MARKETING AND COMMUNICATION SPECIALIST
Il femminismo per te è stato una scoperta o una scelta?
Per molto tempo, ho osservato i cambiamenti e ascoltato le voci del femminismo, senza riconoscermi del tutto né volerne usare l’etichetta. Poi ho scoperto che quelle voci avevano contribuito a costruire in me una consapevolezza che mi ha salvata dall’ombra lunga della rabbia. Rabbia per il controllo, le offese, le ingiustizie nella quotidianità delle donne e mia. Ora sono orgogliosa di dire che sono femminista intersezionale e ho scelto di interrogare la realtà e di praticare la collaborazione come strumenti di lotta e resistenza.
Cosa significa per te fare parte di una community femminista?
Significa trovare corrispondenza, non nella forma ma nello scopo. Significa praticare il dialogo come esercizio di consapevolezza delle differenze. Nutrire la coesistenza con il rispetto.
Qual è la prima immagine, parola e emozione che associ al concetto di creatività?
Immagine: il finestrone del camper in viaggio, come una tela per ridisegnare la realtà
Parola: possibilità
Emozione: empatia e connessione
Quella volta che ho capito di essere costretta in un cliché...
Ad un tavolo di lavoro, tutti uomini tranne me, in attesa di cominciare una riunione. Uno dei presenti commenta il riconoscimento conferito ad una professionista facendo allusione alle sue abilità “sotto la scrivania”. Il più banale dei cliché. Così banale da essere imbarazzante oltre che offensivo. Ho chiesto di usare rispetto in mia presenza. Qualcuno tra i presenti ha sorriso.
Quel è la tua "arma" per combattere il sistema in cui viviamo e lavoriamo?
Ignorare le categorie di giudizio.
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CREATIVE DIRECTOR
Il femminismo per te è stato una scoperta o una scelta?
È iniziato come una scoperta, ma adesso è una scelta. Per molto tempo non avevo dato un nome a tutto ciò che mi accomuna con altre donne che sentono la pressione di dover dare sempre di più, di dover essere perfette. Poi, in uno dei momenti più scuri, ho scoperto la sorellanza.
Cosa significa per te fare parte di una community femminista?
Sapere che c’è comprensione, supporto, voglia di creare e cambiare le cose, tutto in una sola community…beh è casa.
Qual è la prima immagine, parola e emozione che associ al concetto di creatività?
Immagine: Holi con esplosione di colori
Parola: Gioco
Emozione: FelicitàQuella volta che ho capito di essere costretta in un cliché...
Ho collaborato in un’agenzia dove andava tutto bene, finché non ho espresso un’opinione contraria al mio direttore creativo. Ho spiegato il mio punto di vista e comunicato la mia decisione di non voler continuare a lavorare in quelle condizioni. La sua unica risposta è stata “vedi Giulia, per fare questo lavoro non bisogna essere troppo sensibili”. Non ho più lavorato per questa agenzia e in quel momento ho scritto a Rossella.
Qual è la tua "arma" per combattere il sistema in cui viviamo e lavoriamo?
La condivisione. Dire sempre il mio punto di vista, spiegando il perché non calma, è importante.
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SENIOR COPYWRITER
Il femminismo per te è stato una scoperta o una scelta?
Secondo me, scoperta e scelta si completano.
Quando ho cominciato a muovermi da sola nel mondo, a studiare all’estero, a lavorare in una città lontana dalla mia famiglia e dai miei confini conosciuti, ho scoperto di far parte di quello che il mondo considera ancora incredibilmente una minoranza. E che, per questo, mi dovevo difendere. Il femminismo è stato questo: scoprire di non essere sola, scegliere di fare comunità ovunque mi trovassi.Cosa significa per te fare parte di una community femminista?
Significa sentirmi sicura di avere ancora uno spazio nella mia quotidianità in cui posso fare pensiero critico, attivo, costruttivo con persone che hanno uno sguardo sul mondo simile al mio.
Qual è la prima immagine, parola e emozione che associ al concetto di creatività?
Immagine: una pagina bianca.
Parola: ricerca.
Emozione: orgoglio.Quella volta che ho capito di essere costretta in un cliché...
Quando sono arrivata a Milano sono diventata quasi subito una meridionale in cerca di fortuna, un’immigrata che doveva essere grata di essere arrivata nella terra promessa.
Milano mi piace e amo il lavoro e le opportunità che mi ha offerto. Ma da quel momento, dal momento in cui ho capito di essere guardata con uno sguardo “paternalista”, ho cominciato a lavorare con energia (e una punta di rabbia) per portare le stesse opportunità e la stessa soddisfazione anche nella mia regione, la Puglia.
Qual è la tua "arma" per combattere il sistema in cui viviamo e lavoriamo?
Lo studio, la ricerca sono sempre state la mie armi preferite. Se prima le usavo per crescere, adesso le uso per capire, imparare a non semplificare mai la realtà, sviluppare empatia e condividere.
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QUEER INTERSECTIONAL SPECIALIST
Il femminismo per te è stato una scoperta o una scelta?
Sono nata in un contesto femminista, mia madre è stata una sindacalista e si è battuta per i diritti delle donne sul lavoro. Quando il movimento MeToo ha travolto le nostre vite avevo 23 anni e quello è stato il momento in cui ho sentito di voler partecipare, esserci. Oggi è il perno attorno a cui ruota il mio impegno come attivista, come donna, come persona.
Cosa significa per te fare parte di una community femminista?
Essere parte di una community femminista come We Hate Pink è per me un modo di sentire e vivere la sorellanza quotidianamente, per decostruirmi e decostruire, alimentare la rabbia che muove il mio desiderio di cambiamento.
Qual è la prima immagine, parola e emozione che associ al concetto di creatività?
Io e mia mamma al premio di poesia per cui ero candidata. L’emozione prima di sapere di aver vinto, l’orgoglio, comunque vada.
Quella volta che ho capito di essere costretta in un cliché...
Quando non hanno voluto farmi guidare il furgone perché “femmina”. Poi l’ho guidato, e anche molto bene 🙂
Qual è la tua "arma" per combattere il sistema in cui viviamo e lavoriamo?
Sempre e solo l’ironia.
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SENIOR ART DIRECTOR
Il femminismo per te è stato una scoperta o una scelta?
Inizialmente una scoperta ed un’azione di “smantellamento” di bias culturali che io stessa avevo introiettato. Da quel momento in poi, una scelta quotidiana ed inevitabile.
Cosa significa per te fare parte di una community femminista?
Contribuire alla costruzione di un posto sicuro per tutte quelle persone nel mondo della creatività che, come me prima, non ne avevano uno in cui sentirsi accolte, ascoltate, comprese.
Qual è la prima immagine, parola e emozione che associ al concetto di creatività?
Se mi chiedessero che forma ha l’amore, io penserei a mio papà che lavora l’argilla davanti al caminetto di casa. Non so quali parole stia pronunciando, però sorride e sembra tanto felice.
Quella volta che ho capito di essere costretta in un cliché...
La mia carriera creativa inizia nel 2013, a soli 15 anni. Iniziai a caricare video su YouTube, quando essere gamer non era ancora cool – soprattutto per una ragazza. Nonostante 150k di follower, non sono mai mancati i commenti del tipo “torna in cucina”, “le ragazze non giocano ai videogiochi” e così via. Così nel 2026 gioco ancora ai videogiochi, cucino bene e smantello cliché del patriarcato con We Hate Pink.
Qual è la tua "arma" per combattere il sistema in cui viviamo e lavoriamo?
La voce (ogni volta in cui ho le energie emotive e mentali per utilizzarla).
Zine
Zine
La zine di We Hate Pink è una piattaforma creativa ispirata dal femminismo, pensata per accendere conversazioni e promuovere il cambiamento.
Attraverso ogni storia, invitiamo la nostra community a riflettere, agire e ripensare le prospettive sulla diversità di genere, sia in ambito professionale che personale. Condividiamo ciò che ci ispira, ci mette alla prova e le domande che non possiamo ignorare.
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La rabbia maschile è un business
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Se se ne parla allora funziona
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Il guerrilla marketing non ha mai voluto vendere.
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Il POTERE DELLE DONNE NELLA MUSICA: SNOH AALEGRA
Minitalks
Minitalk è una serie di conversazioni brevi e oneste. Non nascono per offrire soluzioni, ma per aprire spazio alla complessità, alla contraddizione e al dubbio. Lə speaker condividono la propria esperienza diretta, dall’interno dei loro ambiti e dalle tensioni che li attraversano. Non per semplificare la realtà, ma per metterla in discussione.
ECCO COME
TUTTO
È INIZIATO
We Hate Pink connette donne e persone non binarie nei settori della creatività, dei media e della tecnologia, dando vita a uno spazio di dialogo per stimolare un cambiamento concreto nel settore.
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2018
Ispirata dalla sua esperienza come immigrata italiana nel Regno Unito, confrontandosi con la discriminazione di genere e le barriere linguistiche all'inizio della sua carriera, Rossella Forlè ha fondato We Hate Pink per sfidare gli stereotipi e ridefinire il ruolo delle donne e delle persone non binarie nei settori creativi e aziendali. Frustrata dalle disuguaglianze che ha incontrato nelle corporate, ha sentito il bisogno di cambiamento. Ha creato We Hate Pink, una piattaforma per dare visibilità alle voci sottorappresentate, abbattere i pregiudizi e stimolare un dialogo trasformativo nella industry.
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Primo evento
The glass ceiling is cracked but not yet broken
Con tutti i panel, i workshop e le iniziative per la diversità che vengono promossi, potrebbe sembrare che la parità di genere nelle aziende sia ormai una conquista raggiunta. Ma tutta questa discussione si è tradotta in azioni reali? Abbiamo riunito un gruppo di donne straordinarie provenienti dai settori creativi, tecnologici e dei media per affrontare questa domanda e analizzare se questi programmi siano davvero un punto di svolta o solo una mera strategia di facciata!
2019
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Engaging men with feminism
L'evento si è focalizzato sul progresso della parità di genere e della diversità, con un panel di relatori misto che ha messo in evidenza il ruolo cruciale degli uomini nel promuovere una cultura inclusiva. Sebbene gli sforzi per raggiungere la parità di genere fatichino a coinvolgere gli uomini—che occupano la maggior parte delle posizioni di leadership e di influenza—questo evento è riuscito a coinvolgerli attivamente, sia come relatori che come partecipanti. I relatori e le realtrici hanno sottolineato che il vero cambiamento richiede l'impegno di tutti, invitando gli uomini a riconoscere il valore delle donne leader e a sostenere iniziative che promuovano un ambiente di lavoro più equo.
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Abbiamo lanciato la Zine
La Zine si è rapidamente evoluta in una piattaforma dinamica, che ha unito voci diverse dalle comunità di lingua inglese e italiana, sia a Londra che in Italia. Scrittrici, giornaliste ed esperte di vari settori hanno condiviso le loro prospettive uniche, alimentando nuove discussioni su una vasta gamma di temi. Abbiamo creato sezioni dedicate alla politica e alla cultura, ognuna arricchita da tematiche e voci distintive. Tra i contenuti più rilevanti ci sono stati The Power of Women in Music, Nepantla: In-Betweenness e Facciamo Salotto, tutte curate con grande attenzione da Nadia Plamadeala, Antonella Badchkam e Vera Prada. Insieme, hanno dato vita a uno spazio dove le idee si incontrano, le prospettive si contaminano e la cultura si arricchisce di stimoli nuovi.
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2020
Eventi online e webinars
We Hate Pink si è adattata ai cambiamenti del mondo ampliando la sua portata con eventi online e webinar, riunendo un pubblico diversificato proveniente da UK, Italia e oltre. Questo approccio ci ha permesso di connetterci con persone di lingua italiana ed esperte, creando uno spazio per affrontare temi rilevanti con nuove e autentiche prospettive. Gli incontri virtuali hanno trattato argomenti che spaziano dalla parità di genere e l'inclusione sul lavoro, all'empowerment femminile e come navigare il settore creativo. I nostri format online non solo hanno ampliato l’accesso ma hanno anche creato un ambiente di supporto e interazione, dove le partecipanti prendevano parte a discussioni in tempo reale, condividendo esperienze e facendo community anche a distanza.
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2022
We Hate Pink è andata alle Nazioni Unite
Rossella ha avuto l'onore di partecipare alla Commission on the Status of Women a New York come rappresentante di UN Women UK con We Hate Pink. È stata un'opportunità unica per prendere parte a dibattiti sulla parità di genere e sull'empowerment delle donne alle Nazioni Unite, stabilendo connessioni con leader globali, attiviste e organizzazioni impegnate a promuovere il cambiamento per le donne e i gruppi marginalizzati.
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The aha moments and my playlist
L’evento in collaborazione con l’agenzia creativa londinese The Gate ha esplorato il potere della musica nel stimolare la creatività e ispirare nuove idee. Abbiamo analizzato le ultime statistiche sulle donne nell’industry creativa e musicale, e di questi numeri possano migliorare. Inoltre, abbiamo evidenziato la ricerca di UN Women UK sulle molestie sessuali nel settore musicale, ai festival e negli spazi pubblici con il progetto "Safe Spaces Now", che si impegna a contrastare le molestie sessuali durante gli eventi dal vivo e a creare ambienti più sicuri per le donne e i gruppi marginalizzati.
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2023
Abbiamo lanciato FILIAE in Italia
FILIAE non è solo una serie di eventi, ma un vero e proprio invito all'azione per Foggia, una città del sud Italia dove le donne si trovano spesso a dover affrontare sfide particolari. Le conversazioni sui diritti delle donne e sul femminismo sono ancora difficili da portare alla luce e, troppo spesso, vengono accolte con scetticismo, indifferenza o disinformazione. FILIAE è nata in collaborazione con l’Ufficio della Consigliera di Parità della Provincia di Foggia Assunta di Matteo. Obbietivo è cambiare questa realtà, per stimolare un dialogo su temi cruciali nei luoghi dove sono più necessari, ma spesso meno ascoltati.
Creando uno spazio inclusivo per discussioni aperte e dibattiti autentici, FILIAE si propone di promuovere la comprensione, sfidare lo status quo e generare un cambiamento reale. È un'occasione per connettersi, avviare nuove collaborazioni e dare vita a progetti significativi che possano avere un impatto duraturo nella comunità locale.
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2024
Nasce sComunica
L’evento della community inclusiva.
sComunica è un atto di rivoluzione e amore per la mia città: una rete di professionistə della comunicazione, marketer, giornalistə e creativə, uniti dalla passione di trasformare idee in cambiamento. Nato dalla collaborazione tra We Hate Pink, Red Hot, Arcigay Le Bigotte e la Consigliera di Parità di Foggia, sComunica valorizza il potenziale di una comunità che evolve insieme, mettendo al centro la città, le sue storie e le sue persone.
L’obiettivo è diventare un riferimento per i professionisti della comunicazione, partendo dalla periferia per ribaltare stereotipi e dimostrare che dalle periferie possono nascere eccellenze capaci di lasciare il segno in tutta Italia.
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2025
La Gioia è resistenza
Scegliere la gioia in un sistema progettato per sfinirci è un atto radicale.
Una serie di eventi tra Italia e Regno Unito che esplorano come la creatività possa sfidare il potere, riscrivere la cultura e immaginare nuovi modi di vivere e di creare.

